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Una lezione al Liceo è un improvviso flashback

Per oggi posso dire di essere prof. Sì, non è la prima volta che insegno, è vero, ma un conto è insegnare in corsi di formazione per adulti che scelgono di seguire le tue materie, un altro è insegnare (anche se solo per oggi) a una classe del Liceo Artistico Luzzati dove gli studenti sono ragazzi di 17 anni che … hanno altro per la testa.

Quando stamane ho incontrato Francesca alla stazione ferroviaria di Chiavari, le ho chiesto qualcosa sui ragazzi che avrei incontrato da lì a poco. Francesca è una delle persone che ha avviato e gestito questa iniziativa di scuola – lavoro denominata Informarte che ha come obiettivo quello di creare informazione e visibilità intorno al restauro di due casse del Maragliano site nella Cattedrale di Chiavari. Francesca è anche una bravissima fotografa professionista che ha l’arte ed il disegno nel sangue ed è stata lei a propormi questa esperienza che ho accettato volentieri.
Alle mie domande che puntavano ad avere qualche rassicurazione di chi mi sarei trovato davanti, Francesca ha risposto con disarmante sincerità: ti troverai di fronte a un muro. La cosa non mi ha tranquillizzato.

Quando mi sono trovato di fronte al muro (di ragazzi), però, è stato meglio del previsto ed il primo pensiero è andato a quando avevo la loro età ed ero al liceo. Tra me e me ho pensato: “il meglio che avrei pensato di uno che viene a farmi una lezione sul social media marketing è che se non altro avrei perso un’ora di lezione“. Figuriamoci il peggio. A quell’età si è così; è chiaro che sto generalizzando, ma a parte qualche caso illuminato in generale si è così. Tutto ciò che proviene dall’ambito scolastico è una gran rottura di …

Devo dire però che l’esperienza non è andata poi male. Certo parlare di social media con ragazzi di 17 anni ti fa sentire un po’ più vecchio di quello che sei perchè loro sono “nati digitali” io (e la mia generazione) invece ho visto partire il treno nel 1996 più o meno quando internet nasceva in Italia e ci sono rimasto attaccato con le unghie per non perderlo.
Sarà per l’argomento in sè, sarà perchè qualche idea su come tenere viva l’attenzione delle persone la conosco, hanno avuto la compiacenza di starmi a sentire, costringendo solo un paio di volte la loro vera prof a girarsi per il più classico rimbrotto scolastico: “silenzio!” e facendomi anche qualche domanda. Complimenti, la mia classe dell’86 sarebbe stata sicuramente peggio.

Mi rimane ora la curiosità di vedere come metteranno in pratica quanto detto nel loro lavoro di gruppo per comunicare e condividere il loro progetto d’arte.
Nel frattempo mi godo la mia giornata da prof.

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